Storie familiari di circolarità: generazioni che rigenerano il futuro
Quando si parla di economia circolare, spesso si pensa all’acquisizione di una consapevolezza recente, a un modello economico del tutto innovativo. Leggendo però “L’economia circolare si fa insieme”, il libro curato da FIRI che offre tra l’altro uno spaccato sulla storia di alcune delle imprese associate, si coglie una verità diversa: la circolarità in Italia ha radici familiari, territoriali e culturali che affondano ben più indietro nel tempo.
Le interviste raccolte nel capitolo “Storie familiari di circolarità” raccontano vicende che non sono soltanto imprenditoriali, ma autenticamente umane. Perché prima ancora che di aziende, si tratta di famiglie che hanno fatto della rigenerazione un mestiere e un’eredità da tramandare.
Le radici: i pionieri della rigenerazione
Molte imprese sono nate infatti sin dagli anni ’30 del secolo scorso, quando la parola “circolarità” era solo un’espressione legata all’ambito della geometria e un economia povera richiedeva di conservare e riutilizzare beni preziosi come le botti di legno (i precursori dei fusti!). Queste imprese hanno accompagnato di fatto lo sviluppo industriale del Paese e non a caso sono spesso sorte vicino ai grandi poli industriali dell’epoca, dai quali recuperavano e rigeneravano gli imballaggi come appunto le botti. Recuperare, lavare, sistemare: operazioni semplici che però racchiudevano un principio fondamentale, quello di dare valore a ciò che esisteva già e di ridurre al minimo gli sprechi.
Il passaggio generazionale
Quelle imprese famigliari in alcuni casi hanno attraversato i decenni, animate sempre dalla medesima passione, trovando una continuità non facile nei passaggi generazionali, perché era e resta un mestiere duro.
Sono comunque le “nuove leve” che hanno saputo innovare e far crescere il lavoro dei padri, passando dalla dimensione artigianale a quella di aziende modernamente organizzate e gestite e inserendo via via tutte le tecnologie che i tempi nuovi offrivano per rendere il lavoro più produttivo, più performante ma, soprattutto, più sicuro.
E’ una storia di continue evoluzioni, partendo in genere, anche chi ha avviato l’attività in tempi meno remoti, secolo scorso, da semplici intuizioni a realtà industriali.
Sono pochi quelli che nascono avendo già un vero e proprio progetto industriale, ma qualcuno c’è, essendosi avvicinato alla rigenerazione magari in quanto già operante nell’ambito di una filiera in cui gli imballaggi industriali rappresentavano un elemento fondamentale della stessa.
La circolarità come occasione
Un tratto comune a tutte le testimonianze è la capacità di “cogliere l’occasione”, di capire prima degli altri che ciò che per quasi tutti è solo un “rifiuto” può non solo avere tante vite successive attraverso la rigenerazione ma diventare addirittura un plus proprio in quanto rigenerato.
E l’occasione può materializzarsi anche grazie alla necessità di superare sfide come può essere una crisi aziendale, riconvertendo precedenti attività e imboccando quindi strade nuove: un segno di come la circolarità non sia solo un modello industriale, ma anche un atto di resilienza e di visione.
Le “Storie familiari di circolarità” mostrano che la sostenibilità, in Italia, non è solo un traguardo da raggiungere, ma anche un’eredità da custodire e un patrimonio da far crescere. Un racconto che parte dalle famiglie, attraversa i territori e arriva fino al cuore della cultura industriale del nostro Paese.



