Firi presenta il primo Osservatorio sulla Rigenerazione degli Imballaggi Industriali e i risultati del “Report 2025”: un comparto in crescita e già allineato alle direttive Europee sul riutilizzo
Cresce la rete nazionale con oltre 3.000 punti di prelievo e 682.000 cisternette rigenerate nel 2024.
Recuperare per riutilizzare: FIRI lancia l’Osservatorio e anticipa il futuro del packaging industriale.
Il comparto si conferma pronto ad attuare le nuove direttive europee sul riutilizzo.
Milano, novembre 2025. FIRI, che riunisce le imprese attive nella rigenerazione di imballaggi
industriali (fusti in acciaio e plastica, cisternette IBC e tanichette) per una copertura del mercato
stimata superiore al 90% nazionale – ha di recente presentato a Ecomondo 2025 l’Osservatorio
permanente sulla rigenerazione degli imballaggi, una nuova iniziativa nata per monitorare e
promuovere lo sviluppo sostenibile del comparto. L’Associazione FIRI (Federazione Italiana
Rigeneratori Imballaggi) riunisce le principali imprese italiane attive nella raccolta, gestione e
rigenerazione di imballaggi industriali con l’obiettivo di favorire la preparazione per il riutilizzo.
Attraverso attività di pulizia, riparazione e controllo, gli imballaggi post-consumo vengono rimessi
sul mercato per un nuovo ciclo di vita, riducendo in modo significativo l’uso di materie prime e la
produzione di rifiuti.
L’Osservatorio nasce nel 2025 nell’ambito dell’accordo tra FIRI e i Consorzi del “Sistema CONAI”,
COREPLA (imballaggi in plastica) e RICREA (imballaggi in acciaio), con l’obiettivo di
promuovere la rigenerazione e il riutilizzo degli imballaggi industriali all’interno di una filiera sempre
più orientata all’economia circolare.
Il Report 2025
Il primo risultato concreto dell’Osservatorio è il “Report 2025”, che descrive in dettaglio le
performance del comparto nel triennio 2022–2024, con un focus particolare sull’ultimo anno. Tra i
dati più significativi, emerge una copertura territoriale capillare: 26 imprese associate, con 30
impianti operativi in 8 regioni italiane, hanno costituito una rete di oltre 3.000 punti di prelievo
presso le aziende utilizzatrici di imballaggi industriali post-consumo, garantendo una presenza
efficace su tutto il territorio nazionale. Nel triennio analizzato, l’attività di rigenerazione e riutilizzo
ha mantenuto un trend stabile, con un incremento moderato ma costante dei volumi trattati. I dati
mostrano che quasi la totalità dei rifiuti raccolti e non idonei al riutilizzo – a causa delle condizioni
di conferimento – è comunque avviata al riciclo meccanico, mentre meno del 2% viene destinato a
smaltimento.
Il focus sul 2024 conferma il ruolo prioritario del riutilizzo come soluzione ambientale ed economica:
oltre 682.000 cisternette IBC rigenerate (con basi in legno, plastica o acciaio) sono state reimmesse
sul mercato dopo eventuale sostituzione di componenti usurate, prolungandone così la vita utile e
evitando di utilizzare nuove risorse non rinnovabili, in una perfetta logica di circolarità.
Procedure e standard condivisi
Già dal 2023 FIRI ha introdotto procedure operative standard – adottate da tutti gli associati – che
definiscono lavorazioni e controlli necessari per determinare la cessazione dello stato di rifiuto degli
imballaggi destinati al riutilizzo. Tali procedure, pur non essendo ancora sancite da norme nazionali
specifiche, vengono sempre più spesso richiamate da Regioni e Province nei processi autorizzativi,
configurandosi come modello virtuoso di autoregolamentazione e come base di riferimento per un
futuro provvedimento normativo nazionale.
Verso il Regolamento europeo PPWR
Il Regolamento UE 2025/40 (PPWR), che entrerà in vigore nell’agosto 2026, riconosce il riutilizzo –
in particolare per gli imballaggi industriali e di trasporto – come una priorità strategica, richiedendo
la creazione di veri e propri “sistemi per il riutilizzo” in grado di gestire e tracciare ogni fase del ciclo.
Il comparto rappresentato da FIRI risulta già in linea con gli obiettivi del PPWR, avendo avviato
processi condivisi con i Consorzi e gli altri attori della filiera per raggiungere non solo i target
normativi, ma anche un modello organizzativo e di governance conforme alle nuove disposizioni
europee. L’obiettivo è arrivare alla scadenza del 2026 con un sistema pienamente operativo e già
testato, pronto ad assicurare un modello circolare concreto e funzionante sin dal primo giorno di
applicazione del Regolamento.
I commenti
A margine della presentazione dell’Osservatorio e del Report 2025, il Presidente di FIRI, Roberto
Magnaghi, ha sottolineato che “la raccolta e la diffusione di dati sempre più puntuali circa l’attività
del comparto della rigenerazione degli imballaggi industriali è non solo elemento indispensabile per
la migliore conoscenza dello stesso da parte di tutti gli stakeholder, tra cui in primis quelli
istituzionali, ma è anche un’esigenza indifferibile in vista degli adempimenti richiesti per la
costituzione di un ‘sistema di riutilizzo’ conforme al PPWR”.
Da parte sua il Presidente del Consorzio RICREA, Domenico Rinaldini, ha voluto ricordare che
“la nostra collaborazione con FIRI e COREPLA può essere un esempio da esportare sulla gestione
del recupero degli imballaggi industriali in acciaio. Inoltre, il dato dell’86,4% di imballaggi in
acciaio, sia specificamente del segmento industriale che in generale, recuperati e assicurati a nuova
vita rispetto all’immesso al consumo, dimostra che il sistema italiano è tra i più efficienti, performanti
ed economici a livello europeo”.
Giovanni Cassuti, Presidente Corepla, ha infine ribadito come “la collaborazione tra COREPLA,
FIRI e RICREA non è solo un accordo, ma la chiara espressione del valore che rende il sistema
italiano della rigenerazione un modello virtuoso a livello europeo. L’Osservatorio e il Report 2025
testimoniano l’efficacia della nostra filiera e la nostra piena capacità di anticipare gli ambiziosi
obiettivi del Regolamento PPWR, riconoscendo il riutilizzo degli imballaggi industriali in plastica
come elemento centrale per una concreta economia circolare a servizio delle imprese.“



