L’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) ha pubblicato lo scorso maggio il documento “Le emissioni di gas serra in Italia: obiettivi di riduzione e scenari emissivi”, un rapporto che copre copre il periodo 1990-2023 e fornisce una valutazione dell’andamento delle emissioni di gas a effetto serra in Italia, inquadrandolo nel contesto europeo. Ispra offre un’analisi approfondita del quadro normativo e delle dinamiche emissive in Italia, esaminando sia i progressi compiuti che le criticità ancora irrisolte nel cammino verso la neutralità climatica.

L’Accordo di Parigi del 2015 ha agito da spartiacque nel contesto delle politiche internazionali sull’emergenza climatica e ambientale. L’obiettivo del contenimento dell’aumento della temperatura media globale ha spinto l’Unione Europea a porsi dei goal ambientali da raggiungere entro il 2030. Tra questi, troviamo la riduzione delle emissioni nette di gas serra di almeno il 55% rispetto al 1990, obiettivo che si è ripartito su tre pilastri normativi: la Direttiva ETS, ovvero il Sistema europeo di scambio di quote di emissione di gas a effetto serra; il Regolamento (UE) 857/2023 Effort Sharing, focalizzata su trasporti, riscaldamento edifici, parte dell’industria, agricoltura e rifiuti, e il Regolamento (UE) 839/2023 LULUCF, che stabilisce norme per la riduzione delle emissioni e gli assorbimenti di carbonio nel settore dell’uso del suolo, del cambiamento di uso del suolo e della silvicoltura.

Il quadro generale è completato dal Regolamento (UE) 2018/1999 sulla Governance dell’energia e sull’azione per il clima, nel cui contesto è stato recentemente aggiornato il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

Dallo scenario delle emissioni emergono alcune criticità. Le emissioni italiane totali di gas serra, espresse in CO2 equivalente, sono diminuite del 26.4% tra il 1990 ed il 2023. I picchi di diminuzione sono stati registrati nei periodi di crisi economica, nel 2008, e della crisi pandemica e consecutivo lockdown, nel 2020. Il biennio 2021-2022 ha visto un incremento delle emissioni, trainato dalla ripresa delle attività produttive e dei trasporti. Nel 2023 si osserva una flessione, particolarmente marcata nelle industrie energetiche e manifatturiere, riconducibile a diversi fattori, tra cui la transizione energetica, l’aumento dei costi dell’energia e il miglioramento dell’efficienza nei processi produttivi.

Tra il 1990 e il 2023, le emissioni complessive di gas serra sono diminuite da 518 a 385 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente, una riduzione ottenuta principalmente grazie al calo delle emissioni di CO₂, che rappresentano l’81.4% del totale e risultano, nel 2023, inferiori del 28.7% rispetto ai livelli del 1990. A dimostrazione di ciò, le emissioni del settore dei processi industriali hanno registrato una riduzione del 40.5% tra il 1990 e il 2023.

Ma c’è da migliorare nel settore energetico, che si conferma la principale fonte di emissioni nazionali di GHG, e nel settore dei trasporti che contribuisce al 28.3% delle emissioni complessive. È possibile leggere il rapporto completo online su “Le emissioni di gas serra in Italia: obiettivi di riduzione e scenari emissivi“.